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I fucili di Hemingway  

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Cedro del Libano
(@cedro-del-libano)
New Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 3
15/02/2018 1:43 pm  

Bene. Oggi mi sento in vena di scrivere, pertanto ne approfitto.
Il sito è improntato sulle disquisizioni che gravitano intorno al mondo dei fucili, in particolare sulla loro fattura e caratteristiche.
Noto con piacere, dalle letture di molti post, che la competenza in merito mon manca, da parte di molti utenti. Il che non può che farmi piacere, perché mi dà l'occasione per imparare.
Sono e resto dell'opinione che l'individuo universalmente dotto non esista. Purtroppo, nei vari forum, spesso si assiste a diatribe che spesso esulano dallo scopo principale, che sarebbe quello di diffondere la conoscenza, ma si innescano percorsi dialettici basati sulla sfoggia delle proprie conoscenze.
A parte il fatto che questi atteggiamenti, di puro esibizionismo, sono però pericolosi. Non esiste l'onnisciente, né esisterà mai. Chi ha pur una cultura vastissima, e certi elementi sicuramente esistono, non può avere la verità in tasca ogni volta. Vi sono dei campi dove chiunque può essere "preso in castagna". E questo perché non esiste cultura di serie A, piuttosto che di serie B.
E se l’umiltà non dev'essere necessariamente un pregio per motivi di politicamente corretto, e a parer mio non lo è, non dev'esserlo nemmeno l'aver sempre la risposta per ogni cosa.
Perché questo preambolo?
Diciamo che innanzitutto lo rivolgo a me stesso, parlando a suocera perché nuora intenda. Il rischio è, realmente, di sentirsi "arrivati" in qualcosa, mentre non lo si è affatto. Oppure dimostra che la conoscenza, sia anche quella nelle armi, va conquistata passo passo, e il bello è che non finisce mai.

Provate, per esempio, ad immaginare un fucile di pregio che voi amate in particolare.
Immaginate la sua storia e, se la conoscete almeno in parte, tenetela bene a mente.
Ora mettete insieme tutto ciò che sapete su quel fucile: il sistema di chiusura, gli acciai, le batterie, la balistica, tutto.
E ora domandatevi: quel fucile, realizzato da mani sapienti d'un tempo, come è stato concepito? Da chi è stato commissionato? E, secondo voi, cosa sapeva il proprietario di quel fucile quando gliel'han venduto? Era un pignolo come voi e si aggirava per botteghe d'armi con tamponi e carote o, semplicemente, ha aperto il portafoglio di fronte all'artigiano esclamando la frase “mi dia il suo fucile migliore, che devo fare una gran bella figura"? Sotterrando così, vanificando, sforzi immani da parte di progettisti, disegnatori e incisori, ebanisti, che credevano di trovare giusta soddisfazione dei propri sforzi?
Ebbene, io credo che la maggior parte della soddisfazione, per molte di queste persone, sia postuma. Perché in maggior parte deriva da voi, che con impegno avete studiato, indagato, vi siete interessati e che forse proprio per questo, sapendo cosa  vi ritrovate nelle rastrelliere, avete giusto timore di sciupare i frutti di tanto lavoro.
La mia curiosità sarebbe quella di raccogliere, da chi eventualmente avesse qualcosa da dire in merito, sulla sensibilità effettiva di illustri possessori  riguardo a ciò che impiegavano come strumento di caccia. Un esempio: Ernest Hemingway. Ma potrebbero essere altri: Vittorio Emanuele, Puccini, Breznev e Tito. Insomma, gente nota.
Non ho una favorevolissima opinione nei confronti di Hemingway. Lo ritengo un arrogante, sicuramente un gradasso, non in grado di cogliere sfumature stilistiche o di fattura nei fucili che ha posseduto. Che io ricordi, Westley Richards, Purdey, un Beretta S3, ma chissà quanti altri.
In montagna, ad esempio, a Cortina, c'era andato con un automatico, e non credo perché altro non aveva, ma perché un fucile per lui valeva un altro.
Voglio dire che molto possono dire i fucili dello stile dei loro possessori. Ma quanto, realmente, queste cose collimano nella realtà?
Certe opere d'arte sono state commissionate più per vanteria o per reali esigenze estetico funzionali?
Cosa conoscete a riguardo?
Mi scuso per la prolissità, sperando d'aver fatto buona cosa a proporvi un argomento del genere.
In bene o in male non fa nessuna differenza, basta che se ne parli.


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flipper
(@flipper)
New Member
Registrato: 5 anni fa
Post: 4
21/02/2018 5:30 pm  

Il tuo post mi ha fatto venire in mente un articolo su le armi preferite da Hemingway letto su una rivista di caccia tempo addietro,infatti lo scrittore e bevitore era un appassionato di armi fini aveva un express 577 3'' Westley Richards e una carabina Mauser 505 gibbs,che aveva messo in mano anche a vari personaggi dei suoi romanzi,ma poi a caccia in Africa usava quasi sempre il suo Springfield 30.06,perchè temeva il rinculo dei grossi calibri,quindi ho idea che fosse molto più bravo ad ubriacarsi che a caccia.Con la penna invece si difendeva diciamo discretamente.Si narra inoltre che fosse molto puntiglioso per la manutenzione delle proprie armi e non amava che fossero sporche e toccate da altri.


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